Fatti di cronaca

CITIZEN KANE, Orson Welles, 1941, astride stacks of newspaper

Mohammed Fikri, ventiduenne marocchino, primo indiziato per l’omicidio di Yara Gambirasio avvenuto a Brambate Sopra, Bergamo, ora scarcerato per mancanza di prove.

Chafik El Ketani, ventunenne marocchino, che alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti e senza patente ha travolto e ucciso 7 ciclisti a Lamezia Terme.

Petre Ciurar, ventenne romeno, ucciso a colpi di arma da fuoco nella baracca in cui si trovava, nelle campagne di Barcellona Pozzo di Gotto, Messina.

E ancora il marocchino 35enne ucciso con due colpi di fucile da caccia a Villa di Btiano, Caserta.

I nomi dei quattro immigrati, per motivi diversi, sono tristemente protagonisti di eventi di cronaca nera. A testimonianza che al nord come al sud Italia l’integrazione è diventata ormai una necessità sempre più pressante ed urgente per il Paese.

3 Responses to Fatti di cronaca

l’integrazione deve essere reciproca,da noi come da loro

Erika says:

Giuseppe è chiaro che l’integrazione non potrà mai essere reciproca se attentiamo che venga applicata anche nei nostri confronti nei loro paesi di origine!Loro hanno una cultura molto retrò, e se affiancata ad un’ideologia religiosa rigidissima, risulta essere un’ostacolo impossibile da eliminare, almeno nell’immediato. Ciò, però, non giustifica il fatto che l’Italia, paese civilissimo qual è, possa reagire allo stesso modo, impedendo quindi l’accettazione di queste persone!
Gli eventi sopra citate da Eleonora, sono gli stessi eventi che quasi quotidianamente hanno come protagonisti gli italiani!Ma nessuno si è mai permesso di mostrare striscioni con scritto “Fuori questi italiani, dal nostro paese”; piuttosto è più facile scrivere “Fuori gli stranieri dall’Italia”.
Io lavoro coi rifugiati da più di un anno ormai, e credimi che non è per niente facile per loro integrarsi nel nostro paese.. Non trovano casa, non hanno un lavoro regolare e vengono pure sotto pagati. Molti di loro vorrebbero solo crearsi una vita normale qui.
Spesso, però, si trovano ad essere vittime del detto “Si fa di tutta l’erba un fascio”.

ovviamente Erika,è questo che volevo dire..dobbiamo impegnarci noi anzitutto ma anche loro devono superare una certa diffidenza nei nostri confronti

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