Linea Verde dedica la puntata della scorsa domenica al Friuli Venezia Giulia, un territorio da sempre crocevia di culture e colture. La trasmissione inizia, come ormai di consuetudine, in elicottero con il quale Eleonora Daniele sorvola il fiume Isonzo e le colline del Collio. Queste in particolare sono un esempio di viticultura di confine dove il contatto e il rapporto tra popolazioni diverse ha generato una forte innovazione dal punto di vista culturale, tecnologico e genetico. Molti dei vitigni tipici di queste zone nascono da incroci e dalla fusione di diverse tipologie di uva e anche il terreno, molto interessante dal punto di vista geologico, si adatta alla produzione di vini bianchi di qualità.
Tra l’Isonzo, il colle del Sabotino e l’ossario di Oslavia c’è un territorio cerniera tra due culture quella italiana e quella slovena. In questa zona si coltiva la Rosa di Gorizia che è in tutto e per tutto simile al fiore ma in realtà è un radicchio.
Con un battello Eleonora Daniele percorre la foce dell’Isonzo insieme agli operatori dell’Arpa che effettuano controlli sullo stato di salute delle acque del fiume. Attualmente le acque del fiume sono in salute ma in passato ci sono stati dei problemi causati dall’idea che fiumi servissero da collettori di scarico per le attività industriali e dalla presenza sulle coste slovene di un’industria di mercurio in attività fino a pochi anni fa. Adesso questi problemi sono superati e l’Isonzo non è più inquinato ma anzi supera perfettamente i test per l’analisi chimico-fisica delle sue acque.
Per il finale dalla piazza di Cormons la classica carrellata di prodotti tradizionali della zona, in questa piazza nell’antichità si teneva un importante mercato le cui primizie arrivavano fino a Vienna, Varsavia e San Pietroburgo.





